La storia della nostra realtà

L’A.S.D. Trecate Calcio nacque nel 1912, sul campetto dell’oratorio maschile, come U.S. Trecatese.

Trecate Calcio: un secolo di storia

 

 

Le origini

 

Correva l'anno 1912: a Trecate, borgo di diecimila anime, era sindaco Gaspare Ferruta e arciprete don Quirico Travaini; all'oratorio maschile dal 1908 erano arrivati i Padri Giuseppini e all'oratorio femminile collaboravano con zelo le suore del locale Monastero. L'attività più consistente era l'agricoltura, mentre in ambito industriale prevaleva l'attività tessile.

In questo contesto socioeconomico nasce una squadra di calcio, con il nome di Eros, nome di competizione di un noto sportivo trecatese: Germano Ruggerone.

Inizia così un'avventura che non è ancora terminata e che si potrà protrarre negli anni futuri: dal 1912, infatti, il calcio locale ha una propria organizzazione e ora si appresta a superare il fatidico traguardo dei cento anni. In quell'anno i giovani, che si allenavano su tre diversi campi, e precisamente in via Valle (su trubic), in piazza Cattaneo (allora piazza Capomondo) e in via Dolce, trovarono finalmente la possibilità di giocare su un terreno quasi regolamentare, messo a disposizione dall'arciprete Travaini, in via San Cassia-no. Su quell'area giocò la prima squadra dell'Unione Sportiva Trecatese, che all'inizio aveva la maglia a strisce rossoblu.

L'entusiasmo di iniziare a giocare spinse molti giovani a impegnarsi, ma questo entusiasmo duro poco e l'anno successivo la squadra cessò l'attività. Ben presto però nacque una seconda squadra: ad alcuni elementi della prima si unirono forze nuove e l'avventura riprese sul campo di via Silvio Pellico, di proprietà delle suore. Lo scoppio della Prima Guerra Mondiale smorzò la voglia di fare, ma non bloccò in modo definitivo le iniziative: le basi poste erano state sostanzialmente solide. Guardando i nomi dei primi coraggiosi del 1912 e del 1914 si vede che la partecipazione coinvolgeva molti nuclei familiari trecatesi, senza distinzioni di censo: una prova cho lo sport unisce in modo solidale gli appartenenti a ceti diversi.

 

 

Il valore del Centenario

 

Ricordare i cento anni del calcio trecatese assume diversi significati. In primo luogo si rende omaggio a un'istituzione che, nonostante le difficoltà, ha saputo lottare e indirizzare l'entusiasmo dei giovani che amano lo sport per un sano sviluppo fisico, in base al vecchio adagio mens sana in corpore sano. In secondo luogo, molti eventi della Trecate del Novecento sono collegati alla storia dell'Unione Sportiva Trecatese: la storia del calcio permette così di cogliere i cambiamenti della città e di comprendere i ruoli dei vari organismi sociali, che hanno sempre cercato di lavorare in sinergia. Una prova ne è ad esempio la splendida collaborazione che c'è sempre stata tra l'oratorio maschile e l'associazione calcio: l'oratorio maschile è stato il vivaio che allevava e alleva ancora oggi i giocatori.

Molti sacerdoti hanno collaborato attivamente a orientare i ragazzi più predisposti al gioco del calcio. Per tutti si possono fare due nomi: don Giacomo Baiocchi e don Andrea Zampieri.

Anche molti giovani del passato, oggi meno giovani, ma sempre impegnati hanno dato e continuano a offrire una apprezzata collaborazione. Proprio mentre scriviamo queste note, uno dei giovani di allora, ora maturo adulto, è diventato presidente della società calcistica, ed è quindi il presidente del Centenario.

Una buona collaborazione si è sempre riscontrata tra il Trecate Calcio e la Parroc-chia, che all'occorrenza ha sempre messo a disposizione il terreno per il campo da gioco.

Un cenno alla cooperazione con il Comune rende ancora più evidente l'importanza della sinergia tra istituzioni. Nei momenti di crisi, l'Amministrazione comunale è intervenuta per aiutare, sostenere, incoraggiare; non sono mancati i contributi eco-nomici, sempre nel rispetto delle possibilità di bilancio. In alcuni periodi sono state anche realizzate opere di notevole interesse sportivo: si pensi alla costruzione della palestra in via Mezzano, al secondo campo e alle tribune, per rendere più dignitosa la struttura per le gare della prima squadra.

Va infine rilevato il legame tra squadra di calcio e mondo imprenditoriale, dimostratosi forte fin dall'inizio, quando la squadra scendeva in campo non con i colori biancorossi (adottati poi nel 1927 in omaggio, dice la tradizione, alla Cecoslovacchia),

ma con i colori rossoblu (1912) o azzurri (1914). Molti presidenti vengono da questo mondo, portando spesso anche un contributo finanziario.

Celebrare il Centenario significa infine riconoscere il lavoro svolto da molti ope-ratori, a partire dal mitico Costantino Berra, i quali, pur non essendo assurti agli onori della cronaca sportiva, hanno dato un indispensabile contributo per garantire il funzionamento della società.

 

 

I successi e le crisi

 

Com'è naturale, durante cento anni ci sono stati momenti di successo e momenti di insuccesso, magari presto dimenticati per guardare avanti. Sono stati comunque anni molto intensi.

Le cronache dei vari periodi, che si possono ricavare in modo particolare dal quindicinale Il Fedelissimo o dal Bollettino Trecatese, permettono di evidenziare che la squadra ha sempre avuto posizioni buone, raggiungendo anche in alcune annate primati e promozioni. Nell'anno 1952-53 il Trecate ottenne la promozione in 1° Divisione: un riconoscimento dovuto alla Lega Calcio, che valutò il Trecate una squadra con le caratteristiche idonee a partecipare al torneo di promozione regionale. Fu un particolare momento di gloria, che corono gli storzi di molti dirigenti. L'anno successivo invece è stato definito "il canto del cigno", perché iniziò una crisi, come vedremo.

Nella seconda metà del secolo il successo più significativo si ottenne nell'anno 1978-79, quando il Trecate, dopo un campionato esaltante, venne promosso in serie D: la squadra era in ottima forma, circondata dall'affetto dei tifosi festanti.

Negli anni Cinquanta, immediatamente dopo l'inserimento del Trecate in 1°Divisione, una grave crisi colpi la squa-dra. Dopo le dimissioni del gruppo dirigente, tre personaggi del calcio trecatese - Mario Pipistrelli, Mario Zanaria e Gaspare Ferruta - si autonominarono commissari e decisero di tentare di far uscire il Trecate dalla crisi. L'operazione, pur con tutte le difficoltà del caso, riusci, e se oggi il Trecate esiste ancora come so-cietà, è anche merito loro.

 

 

I grandi personaggi

 

Dai giornali e dalle testimonianze si possono ricavare i profili di grandi personag-gi, tra cui spiccano due nomi, rispettivamente nella prima e nella seconda metà del Novecento. Per il primo periodo si impone il nome di Mario Pipistrelli, il deus ex machina della società, sempre presente nei momenti di crisi per ricucire e incoraggiare. Uomo di poche parole, ma dotato di grosse capacità intuitive, vedendo infatti un giovane in campo era in grado di dare un giudizio e una valutazione corretta, riusci a scoprire giocatori che sarebbero diventati veri campioni.

Nei primi cinquant'anni le vicende della squadra sono state tutte gestite da lui. Quando lasciò il Trecate Calcio, nel 1957, Pipistrelli scrisse il suo saluto, che dimostra il suo attaccamento alla squadra: "A chi ne farà parte mi si permetta di fare una raccomandazione: curare nel miglior modo possibile i giovani, additare agli stessi l'altissimo spirito sportivo di coloro che li hanno preceduti [...]".

Nella seconda metà del Novecento emerge un'altra figura mitica del calcio trecate-se: Giuseppe Fortina, che, con un ruolo "vicario" del presidente, svolse sempre un'attività molto significativa. Quasi tutte le scelte che favorirono i successi del Tre-cate, nei decenni dagli anni Sessanta agli anni Ottanta, portano la sua firma. Dai suoi due "uffici" - uno al bar Sassi (sede del Sinedrio) e l'altro al bar Franzini sul ponte (il caffè Ceck, dal nome del precedente titolare) - polemizzando ad alta voce Fortina comunicava le sue scelte, che diventavano le decisioni della società. La sua brillante intelligenza e la sua irruente passione per la squadra hanno contribuito a dare linfa alla società.

Accanto a lui merita di essere ricordato, per il secondo periodo, Giovanni Mar-tino, commerciante con il Trecate Calcio nel cuore. Per diversi decenni è stato l'accompagnatore ufficiale del Trecate, con il compito di affrontare tutti i problemi logistici legati ai movimenti della squadra.

Un cenno particolare va fatto ai presidenti, che in questi cento anni sono stati molti, ognuno con le proprie peculiarità, ma con una caratteristica comune: la passione per il loro Trecate, che li portava a trascurare tutto per privilegiare la squadra, perché la vita della squadra era la loro vita. Fra i molti nomi che meritano di essere ricordati, citiamo qualche esempio: nel primo periodo Giuseppe Ferruta, tra i primi a credere nella compagine trecatese; Paolo Cazzaniga, direttore dell'Unione Manifattura, che mise a disposizione il terreno per la realizzazione del campo sportivo in corso Roma; e Mario Antonini, presidente del periodo in cui il Trecate venne inserito in 1ª Divi-sione. Per il secondo periodo ricordiamo Mario Boggiani, presidente negli anni Settanta, quando la squadra arrivò in serie D, e Giancarlo Tacchino, impresario edile appassionato di calcio, che ha trasmesso questa passione anche al figlio Marino, il quale ha ricoperto la carica di presidente dal 2007 al maggio 2013. Significativa e non meno importante anche la presenza di Claudio Greco, Giovanni Casazza e Paolo Bignotti.

Per finire, un posto particolare merita una figura storica dello sport trecatese, Enrico Lavazzi, che - oltre a essere stato presidente negli anni 1999-2001 - segui il Trecate come autorevole longa manus dei fratelli Dino e Giampiero Armani, che tanto hanno sempre dato per lo sport trecatese.

 

 

I giocatori: qualche ricordo

 

Una menzione particolare va a tutti i gio-catori, che con le loro capacità fanno la squadra. I nomi che citiamo qui rappresentano dei simboli, che non sarebbero tali se non ci fosse stato il corale impegno del gruppo. Consideriamo i nomi più lontani, per non correre il rischio di creare ingiuste esclusioni tra i contemporanei, che saranno ricordati tra altri cento anni. Il primo che può essere menzionato è Pietro Zanotti (detto Ciken), che giocò nel calcio locale fino a 39 anni e che negli anni Sessanta veniva definito "il Rivera di Tre-cate".. Pipistrelli lo considerava il suo gioiello.

Va poi certamente ricordato Antonio Bolla (detto Bulina), un giovane cresciuto all'ora-torio, che aveva nel sangue il gioco del pallone e nel care l'amore per Trecate; chiamato alle armi, Bolla andò in guerra e trovò la morte sul fronte greco-albanese.

Nel Trecate crebbe in capacità sportiva Piero Pombia, che dopo il periodo trecatese sarà giocatore del Novara, all'epoca in serie A. Un altro giocatore brillante fu Francesco Rosina, che entrò nel Trecate per una scelta del mister Pipistrelli. Certamente nella rosa dei mitici bisogna aggiungere Eugenio Miglio, detto "barone" per il suo stile in campo e fuori campo, Giovanni Terazzi, mezzala ambidestra, Mario Mittino, che al Trecate restò sempre legato, prima come giocatore e poi come medico della squadra. Un posto a sé merita Mario Zanaria, che fu capitano di lungo corso e poi dirigente della società. Zanaria era apprezzato per le sue capacità sportive, ma soprattutto per il suo rigore morale. Chi scrive, avendolo frequentato a lungo, sa quanto sia vero questo giudizio; del resto, quando nel 1957 il Trecate stava per chiu-dere, proprio lui, con Pipistrelli e Ferruta, ne evitò la chiusura.

Questi richiami valgono per un passato lontano. Sugli ultimi decenni sarà la storia che esprimerà giudizi e farà valutazioni.

 

 

I tifosi. Un posto particolare ai Fedelissimi

 

I giornali locali da sempre parlano dei sostenitori della squadra, mettendo spesso in evidenza la passione e l'accanimento dei Trecatesi nel sostenere i loro giocatori. Un episodio è forse destinato a entrare nella storia: la battaglia di Quarona del 1949. Tra Trecate e Quarona c'era un vecchio attrito che si manifesto in tutta la sua spettacolare evidenza il giorno della partita a Quarona; venne organizzato un treno speciale e ci fu un discorso dal balcone di un palazzo nella piazza principale. Fu certamente una grande manifestazione di tifo.

Nella seconda metà del Novecento, un posto particolare merita un club creato per il sostegno del Trecate, quello dei Fe-delissimi, che segui il Trecate con costanza e impegno per oltre dieci anni. Prova di questo fedele tifo è una pubblicazione che usciva puntualmente durante tutto il campionato e che per l'intero periodo di esistenza del club segui le squadre del Trecate Calcio. La lettura di questo quindicinale mette in evidenza due caratteristiche dell'associazione: l'affetto per la squadra, sempre seguita con trepidazione, e il costante desidero di dimostrare che il calcio, come sport sano, è in grado di far crescere bene i giovani.

Accanto alle vicende della prima squadra, si trovano infatti i risultati e i successi delle squadre minori, autentico vivaio della più titolata. Leggere oggi i numeri del quindicinale significa cogliere il clima che circondava i giocatori e lo stato d'animo dei tifosi. Le firme sono tutte di personaggi noti della comunità trecatese: Attilio Galli, Carlo Navino, Giovanni Villani, Giuseppe Villani, DanieleCrepaldi, Secondo Togna, coadiuvati dal fotografo Antonio Guaglio. I primi due si sono dedicati in particolare a scrivere una consistente traccia di quella che sarà la storia dell'Unione Sportiva Trecatese, che si spera possa presto venire alla luce. Giovanni e Giuseppe Villani si occupavano invece delle cronache calcistiche, lasciando a un altro illustre giornalista, Giuseppe Peretti, il compito di scrivere gli articoli di fondo, quelli che danno una valutazione "po-litica" sulle scelte della squadra. Questa rivista servirà anche per la compilazione delle statistiche relative ai risultati agonistici di questo periodo. Molto interessante per una valutazione sociologica, il taccuino dei commenti degli spettatori curato dall'onnipresente Angelo Urani.

Dei tre presidenti che ha avuto il club, Giuliano Boarella, Piera Giurato e Angelo Urani, quest'ultimo ricopre oggi il ruolo di amministratore delegato della società calcistica.

 

 

Il Trecate Calcio oggi

 

Per ricordare cento anni di storia, molto ci sarebbe ancora da dire, ma ci saranno altre occasioni. Vale la pena ora di dire qualcosa sul presente. Guardando l'attività del Trecate nell'anno appena concluso, la società ha una interessante e significativa presenza all'interno dei vari settori: la prima squadra milita in prima categoria. Vi è poi un consistente numero di giovani presenti nei vari tornei delle specifiche età.

Qualche novità anche nell'organigramma: proprio in questi giorni è avvenuto un cambio al vertice: Marino Tacchino lascia dopo sei anni la presidenza, che viene assunta da Marino Rapetti, un veterano della società, di cui è stato presidente già nel 1994. Ad Angelo Urani è stato di nuovo assegnato l'incarico di amministratore delegato.

Con queste novità e con lo spirito di continuare a dare un contributo alla crescita della comunità trecatese, la società è entrata nel secondo secolo di vita.

Nel 2020, il sodalizio biancorosso ha vissuto una nuova fase sotto la guida della presidenza di Rocchino Roma che è subentrato con una visione rinnovata, affiancato da Gaetano Barbieri nel ruolo di vice presidente, da Giancarlo Rosina come amministratore delegato e Marino Rapetti presidente onorario. Questo nuovo assetto ha dovuto affrontare numerosi momenti difficili: prima la pandemia da COVID-19, che ha stravolto il panorama sportivo e sociale; poi la dolorosa penalizzazione della squadra Juniores, che ha portato alla decisione di concludere anzi tempo l’esperienza di un’intera generazione sportiva; infine, la necessità di mettere in sicurezza i campi da gioco, un processo che ha costretto la prima squadra a migrare lontano dal proprio stadio storico. Nonostante le difficoltà, la presidenza ha sempre mantenuto saldi i valori fondanti della società, continuando a perseguire gli obiettivi sportivi con determinazione, senza mai compromettere la missione educativa e sociale che da sempre la caratterizza.


×

Scansiona il QR Code